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Correre, correre: Epis e La Rosa ad Atletica TV

Correre sempre. Correre, con la massima prudenza, anche in una fase così delicata. “Prima o poi tutto questo finirà, lo sport non si può fermare”, le parole di Giovanna Epis. “È così, correre aiuta la mente in un periodo che ci sta mettendo duramente alla prova”, rafforza il concetto Stefano La Rosa. I due maratoneti azzurri dei Carabinieri sono i protagonisti della puntata di questa settimana del talk di Atletica Tv. Una puntata che al di là degli aspetti agonistici – in particolare i Mondiali di mezza maratona di Gdynia – cerca di interpretare e di approfondire anche il momento vissuto dai runner di tutta Italia, a ogni livello, migliaia e migliaia di appassionati totalmente orfani di maratone e di opportunità di confronto, in gran parte azzerate dall’emergenza sanitaria. 

EPIS – La riflessione di Giovanna Epis parte dal primato personale centrato nella mezza ai Mondiali in Polonia, una delle rarissime trasferte internazionali che il 2020 ha riservato alla Nazionale azzurra: “È stato bellissimo, la considero la conclusione di una fase – spiega la 32enne veneziana, lombarda d’adozione, allenata da Giorgio Rondelli a Milano – tutti sapevamo che questi Mondiali sarebbero stati una possibilità enorme per confrontarsi con gli altri. Cercavo sensazioni positive, non ho guardato il cronometro neanche per un secondo e ho corso soltanto ascoltando me stessa: non mi sono scoraggiata quando è partita più forte Valeria Straneo – un esempio per me, la capitana perfetta – e ho cercato di correre senza strafare. Così è uscito il mio primato di 1h11:14: sì, è stata una bella rivincita dai Mondiali di Doha dell’anno scorso, dai quali comunque mi sono portata a casa un’esperienza che mi è servita”. Il racconto dei suoi primi passi da “ragazzina” a Venezia, e dei luoghi che invece ospitano i suoi allenamenti a Milano, ma anche lo sguardo al futuro: “Senza maratone disponibili, con la programmazione si va avanti step by step, mese per mese. La fiducia c’è, lo standard olimpico pure, e l’obiettivo di Tokyo mi fa venire voglia di correre ogni giorno”. Il consiglio per tutti i runner? “Continuate ad allenarvi in sicurezza perché prima o poi le gare arriveranno…”.

LA ROSA – Il grossetano che si divide tra il running e la famiglia (“Il piccolo Alessandro ci dà tanto amore”) è uscito da Gdynia rinfrancato dal secondo tempo in carriera nella mezza (1h02:28), primi frutti del percorso intrapreso insieme al nuovo coach Ruggero Pertile: “Mi serviva una persona così – spiega Stefano La Rosa – è sempre attento a tutto e ha tanta esperienza. Dopo tanti problemi iniziati prima dei Giochi di Rio, mi sento fisicamente a posto e avrei voglia di correre una maratona per fare un buon tempo dato che non ho ancora il ‘minimo’ olimpico. Voglio provarci e mi auguro che il prossimo anno, a febbraio, sia effettivamente possibile”. A Gdynia si è messo in evidenza insieme agli altri azzurri: “Per un giorno ci siamo dimenticati di questo virus che ci sta condizionando e ci toglie la libertà – le parole del 35enne campione d’Europa a squadre di maratona nel 2018 – era l’unico obiettivo del 2020, ho temuto potesse essere cancellato e invece con Pietro Riva e Daniele D’Onofrio ci siamo dati una mano lungo tutto il percorso e abbiamo corso bene. Dal vincitore, l’ugandese Jacob Kiplimo, ho imparato tanto quando ci siamo allenati insieme al Tuscany Camp: è un campione anche nella vita”.

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